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CONOSCI L’UVA?

Raw natural organic farmer's black grapes, bunches on black plat
Alimenti

CONOSCI L’UVA?

Benefici, proprietà e controindicazioni

Il frutto autunnale per eccellenza: così molte volte viene definita l’uva. È uno dei maggiori simboli del Mediterraneo (tanto da rendere l’Italia uno dei primi paesi al mondo per la produzione), ed è presente da secoli sulle nostre tavole. Ma non è solo bella da vedere, o buona da consumare, l’uva possiede straordinarie qualità nutritive. Vi va di conoscerle meglio insieme?

Descrizione dell’uva

Quando parliamo di uva, ci riferiamo ad un frutto (botanicamente una bacca) di viti legnose. Generalmente la troviamo presente a grappoli, il che ci fa affermare che più propriamente andrebbe definita un’infruttescenza. Questo frutto versatile presenta diversi modi di utilizzo e consumo nella nostra vita, principalmente fresca da consumare a tavola, o secca (uva passa) da mangiare al naturale o da usare nella preparazione sia di dolci che di piatti salati; ma anche per produrre vino, marmellata, succhi di frutta, gelatina, aceto, olio. Le uve possono essere di colore viola, nero, cremisi, blu scuro, verde, giallo, arancione e rosa.

Cenni storici e culturali

La presenza di uva e vino viene datata migliaia di anni prima della nascita di Cristo. Le prime testimonianze dell’utilizzo dell’uva risalgono al 4000 a.E.V.(avanti Era Volgare), in Armenia, dove sembra si trovi la cantina più vecchia conosciuta. Se ne ha anche testimonianza nella Bibbia (libro della Genesi 9:20-24), al tempo del Diluvio noetico (2370 a.E.V.), dove si racconta che Noè, dopo il Diluvio, piantò una vigna e si ubriacò bevendone il vino. Particolare curioso, sempre nella Bibbia, il primo miracolo di Gesù Cristo descritto ha a che fare con la trasformazione dell’acqua in vino.

Nel corredo funebre del re Tutankamon (1323 a.E.V.) erano incluse delle anfore contenenti vino e che riportavano la provenienza, l’annata ed il produttore. Questo ad indicare come anche per gli antichi Egizi l’uva fosse un frutto comune da consumare. Dopo gli egiziani abbiamo testimonianze di come l’uva si diffuse tra gli Ebrei, Arabi, Greci e Romani. I Greci addirittura dedicarono al vino una divinità, Dionisio. Sulle tavole dei Romani era sempre presente nei banchetti come frutto del piacere. Nell’800 E.V. la città persiana (ora Iran) di Shiraz era nota per la produzione di alcuni dei vini più pregiati del Medio Oriente. La tradizione millenaria dell’uva ha ispirato artisti e pittori dei secoli successivi nel rappresentarla frequentemente sui loro dipinti.

Proprietà e benefici dell’uva da tavola

  • ϖ Iniziamo col mostrarvi la tabella dei valori nutrizionali dell’uva da tavola secondo il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria):

Valori nutrizionali per 100 grammi di uva fresca:

Acqua

81,3 g

Kcal

64 

Proteine

0,5 g

Lipidi

0,1 g

Carboidrati*

15,6 g

Fibre

1,5 g

Potassio

192 mg

Calcio

33 mg

Fosforo

22 mg

Magnesio 

7 mg

Sodio

1 mg

Ferro

0,4 mg

Rame

0,27 mg

Zinco

0,12 mg

Vitamina C

6 mg

Niacina (B3)

0,4 mg

Tiamina

0,03 mg

Riboflavina

0,03 mg

Vitamina A

18 µg

Vitamina E

Tracce

      *variabili con il grado di maturazione, coltivazione e clima

Come mostra il grafico successivo, la ripartizione energetica ci aiuta a comprendere alcuni benefici e controindicazioni del consumo dell’uva.

 

Senza dubbio la quantità di zuccheri che l’uva apporta è elevata, così come il suo indice glicemico (vedi le controindicazioni). Nonostante questo, l’uva possiede molte proprietà benefiche. Il Ministero della Salute nelle linee guida ministeriali per gli effetti fisiologici datate 9 luglio 2012 riconosce diverse funzioni:

  • Funzionalità del microcircolo: grazie agli antiossidanti presenti nei semi di uva è possibile rinforzare i capillari e i vasi sanguigni. Questo porterà ad accusare di meno problemi quali gambe gonfie, pesanti o doloranti;
  • Effetto antiossidante: oltre a contrastare l’invecchiamento cellulare, l’uva può favorire la pulizia del fegato, dato che permette di aumentare la solubilità di tossine e xenobiotici (sostanze esterne al nostro organismo, ad esempio gli antibiotici) che tendenzialmente si accumulano proprio nelle cellule epatiche. Inoltre l’uva esercita un effetto depurativo anche su reni e intestino;
  • Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare: uno studio datato Febbraio 20191, spiega come i polifenoli (tra cui il principale ad agire è il resveratrolo) e le antocianine contenuti nell’uva concorrono a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, nonché alla riduzione della pressione diastolica e sistolica. Questi possono quindi migliorare la vasodilatazione endotelio-dipendente, diminuire l’iperattività piastrinica e lo sviluppo dei trombi;
  • Tenere sotto controllo il colesterolo: sempre lo studio precedente indicava come grazie alle antocianine (in particolare con dosaggi compresi tra 2.2-1230 mg/die) si è osservato l’incremento del colesterolo HDL, detto anche colesterolo buono, e invece la riduzione del colesterolo LDL, conosciuto anche come colesterolo cattivo;
  • Funzioni utili del potassio: ( https://www.silviabarbaresi.it/conosci-il-potassio/) Questo minerale, presente in buone quantità, partecipa alla contrazione muscolare, inclusa quella del muscolo cardiaco, contribuisce alla regolazione dell’equilibrio dei fluidi e dei minerali all’interno e all’esterno delle cellule, aiuta a mantenere la pressione nella norma smorzando gli effetti del sodio, può ridurre il rischio di calcoli renali2 e svolge un ruolo importante per la salute delle ossa3.
  • Combatte la stipsi: la discreta presenza di fibre, aiuta a favorire il transito intestinale. Questo anche perché l’uva, come altri frutti, ad esempio il cocomero, ( https://www.silviabarbaresi.it/cocomero/ ) contiene acqua, favorendo così l’idratazione del corpo.

Quali sono le controindicazioni?

  • Una controindicazione dell’uva è data dal suo indice glicemico (che varia da 46 a 59), per questo motivo viene spesso vietata o sconsigliata per i diabetici, e per i casi di iperglicemia. Ricordiamo che l’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui esso provoca un aumento di glicemia nel sangue. Questo discorso dovrebbe non valere invece per l’estratto della buccia d’uva, sul quale alcuni studi preliminari4 hanno dimostrato che esercita un’attività inibitoria sull’iperglicemia, rendendola così un alleato potente da usare per la gestione del diabete.
  • Se si adotta un consumo smodato di uva, bisogna prestare attenzione al suo effetto lassativo. In questo caso l’uva può portare a disturbi di vario tipo, quali diarrea, flatulenza, crampi e dolori addominali. La buccia ed i semi dell’uva, in particolare, accelerano molto il transito intestinale, provocando la formazione di gas (meteorismo) e pancia gonfia. Quindi chi soffre di colite, colon irritabile, o disturbi intestinali dovrebbe prestare attenzione al consumo che fa di questo frutto.
  • Molti credono che l’uva non vada consumata in gravidanza. Non è così, ma bisogna prestare attenzione al non mangiarla dopo i pasti o nelle ore serali, dato che lo zucchero che contiene può provocare eccitazione del feto, determinandone una possibile iperattività.

Quali differenze ci sono tra uva da tavola e uva da vino?

Le differenze principali tra uva da tavola e quella da vino (disciplinata anche per legge) le troviamo nel gusto, nell’acidità e nella gradazione di zucchero. L’uva da tavola si presenta con acini dalla buccia sottile, polpa compatta e pochi semi, al contrario nell’uva da vino troviamo acini con polpa meno soda e più succosa. Quella da tavola, generalmente è dolce e ricca di zuccheri naturali, mentre quella per il vino ha una acidità più elevata, una polpa succosa ma meno soda. 

Sfatiamo un mito legato alle proprietà dell’uva: alcuni credono che il vino, derivando dall’uva stessa, ne presenti gli stessi benefici; non può essere così, perché la quantità di alcool è sicuramente maggiore delle sostanze benefiche apportate dall’uva, di conseguenza gli effetti deleteri dell’alcool superano quelli benefici che si ottengono consumando l’uva come frutto fresco.

Possiamo consigliarti questa schiacciata integrale con uva? Provala e condividi la ricetta con i tuoi amici:

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